Antagnod
Challant
Famiglia nobiliare valdostana apparsa nel XII secolo, che godette di grande potere durante il Medioevo e il Rinascimento, periodo nel quale governò gran parte della Valle d'Aosta per conto dei Savoia.
La comunità di Ayas, insieme a quella di Brusson, si trovò assoggettata ai conti di Challant dopo che, nel 1263, il feudo di Graines, fino ad allora appartenuto all’Abbazia di Saint-Maurice d’Agaune (nel Vallese), venne ceduto loro. I rapporti tra i signori di Challant e le comunità d’Ayas e di Brusson furono regolamentati da una serie di franchigie che garantivano ai residenti alcune libertà/immunità di carattere giuridico e fiscale, rapporti di vassallaggio che terminarono nel 1768 con l’affrancamento di censi, decime e altri diritti dietro il pagamento di una somma cospicua.
Motto (come riportato nel Castello di Issogne): Tout est monde et le monde n’est rien, ovvero “tutto è il mondo e il mondo non è niente”, a significare l’effimero senso della vita.
Stemma: d’argento, al capo di rosso, col filetto di nero in banda.
Bibliografia
M.Vassallo (a cura di), Il cuore antico di Ayas. Documenti d’archivio dal XIII al XVIII secolo, mostra documentaria e catalogo, Arti grafiche E.Duc, Aosta, 1997
La ‘Baita dell’Orso’
Fuori dal centro storico, a Tchampiàn-Damón (Champlan di Sopra), oltre la Strada Regionale, è l’antico edificio ‘lo Mìete dou Réi’ (la Casa del Re), detto anche ‘Baita dell’Orso’, decorato da stemmi nobiliari e da un affresco che raffigura la lotta tra un uomo e un orso in ricordo dell’uccisione di un orso in località Barrére. Secondo la tradizione nella baita avrebbe abitato Matteo Brunod, detto ‘lo Réi’ (il Re) per la sua forza erculea, divenuto celebre in tutta la valle per aver ucciso a mani nude un orso nel 1782 e per averne affisso le zampe come trofeo sulla porta di un rascard poco distante. Una di queste si trova ora da diversi anni inchiodata al balcone della storica Casa Challant di Antagnod, mentre dell’altra si sono perse le tracce.