Approfondimenti

Scopri di più sulla cultura della Val d’Ayas e dei suoi villaggi

La viabilità della Valle

Ayas Le vie di comunicazione interneUna fitta rete di sentieri, viottoli, mulattiere metteva in comunicazione tra loro i vari villaggi della Val d’Ayas e permetteva di raggiungere gli alpeggi, i prati, i campi, i boschi. Molti di essi sono scomparsi o utilizzabili solo a tratti, ma diversi sono ancora praticabili.La tradizione ricorda almeno una cinquantina […]

Il sacro in Val d’Ayas

Ayas Oltre all’antica chiesa di Antagnod, dedicata a San Martino, e alla nuova chiesa di Champoluc, la conca di Ayas è particolarmente ricca di cappelle, cappellette rurali, oratori e immagini devozionali. Come gli edifici sacri maggiori, anche quelli minori si contraddistinguono per la ricchezza di immagini e testimoniano la capillare funzione di sacralizzazione dello spazio […]

Processioni

Uno studio riguardante le pitture murali trova nella dislocazione delle cappelle e negli itinerari processionali gli elementi di un percorso circolare rispondente alla volontà di proteggere una zona in modo simbolico e devozionale. La processione era la manifestazione collettiva della fede, dell’invocazione divina a favore delle colture e degli alpeggi, un rito volto al superamento […]

Il Patois

Ayas Il patois è una parlata francoprovenzale, lingua neolatina che, con la langue d’oïl, vale a dire il francese, e la langue d’oc, il provenzale o occitano, compone il gruppo linguistico chiamato galloromanzo. La definizione di francoprovenzale risale al fondatore della dialettologia italiana, Graziadio Isaia Ascoli, e si spiega, secondo l’autore, per il fatto che […]

La miniera

Antagnod A nord del villaggio di Antagnod, a 2.300 metri di quota, dove a occhio nudo si vede una colorazione rossastra del terreno dovuta a detriti e a materiali di risulta, vi era una miniera di rame sfruttata per tutto il XVIII secolo. Il luogo e i pascoli circostanti non a caso si chiamano in […]

Croci

Ayas La presenza del crocifisso nel territorio di Ayas, come in altre regioni alpine, non è limitata ai soli luoghi di culto e di devozione: una piccola croce di legno, a volte anche la composizione del Calvario con le tre croci, applicata sulla porta protegge il rascard, la casa, la stalla, come pure, affissa all’interno, […]

Il costume tradizionale

Ayas Quando oggi si parla di costume tradizionale si è portati a pensare a un abito con funzione per lo più folkloristica che, non solo gli abitanti della valle ma gli stessi villeggianti indossano in occasione di particolari ricorrenze e feste per mantenere vive le tradizioni di un tempo.Le sue origini in realtà vanno ricercate […]

Le Consorterie

Ayas Le consorterie, che affondano le radici nel Medioevo, sono un’istituzione tipica della Valle d’Aosta, anche se in parte simile ad analoghe forme di proprietà collettiva presenti in diverse regioni italiane ed europee, soprattutto nell’arco alpino. Gli studiosi fanno risalire l’origine delle stesse al primo regno di Borgogna (VI secolo), di cui la Valle d’Aosta […]

Il Catasto

Ayas Catasto è un termine di origine greca che deriva da κατάστιχον ovvero “riga per riga” e, come si può facilmente intuire dal significato letterale, viene usato per far riferimento a una raccolta o registrazione di beni, mappe, documenti. Il Catasto per eccellenza è una sorta di registro di tutti i beni immobili presenti sul […]

Edouard Brunod

La celebre statua della Madonna Nera con il Bambino in braccio, realizzata in legno di cirmolo dallo scalpello di uno scultore valdostano nel XIII secolo, è custodita nella Basilica antica del Santuario di Oropa (nei pressi della città piemontese di Biella), costruita nel 1599 come segno di gratitudine dai Biellesi scampati alla pestilenza.

Il Forno

La celebre statua della Madonna Nera con il Bambino in braccio, realizzata in legno di cirmolo dallo scalpello di uno scultore valdostano nel XIII secolo, è custodita nella Basilica antica del Santuario di Oropa (nei pressi della città piemontese di Biella), costruita nel 1599 come segno di gratitudine dai Biellesi scampati alla pestilenza.

Le Carbonaie

La celebre statua della Madonna Nera con il Bambino in braccio, realizzata in legno di cirmolo dallo scalpello di uno scultore valdostano nel XIII secolo, è custodita nella Basilica antica del Santuario di Oropa (nei pressi della città piemontese di Biella), costruita nel 1599 come segno di gratitudine dai Biellesi scampati alla pestilenza.