Lignod

Le Carbonaie

Le carbonaie erano diffuse in tutta Italia e sono considerate un bene demoetnoantropologico. Nella pagina dell’Istituto Centrale per il Catalogo generale e la Documentazione è disponibile una scheda con un video che ne documenta la costruzione.

Le Carbonaie

La trasformazione della legna in carbone avveniva in apposite strutture circolari in legno con copertura conica rivestita di foglie e terriccio dette carbonaie allestite in numerosi luoghi. Le carbonaie potevano essere costruite sia in aree pianeggianti, sia in pendenza, sorrette, in questo caso, da muretti in pietra a secco, come quelli ancora visibili vicino ai sentieri nel bosco sopra Les Fiery.

Les Fiery, resti dei muretti in pietra di una carbonaia

Le operazioni di costruzione della carbonaia erano molto laboriose e la trasformazione della legna in carbone poteva richiedere fino a dieci giorni. Ancora oggi, ai margini dei boschi e nelle radure, è possibile individuarne le tracce.

La Tcharbonéra (la Carbonaia) e Pratcharbón (Pracharbon) sono due toponimi che testimoniano questa intensa attività in Ayas. A Pracharbon, in particolare, si produceva una gran quantità di carbone di legna da utilizzare per la fusione del minerale di rame estratto da una miniera locale.

Il taglio degli alberi nelle carbonaie offriva anche l’occasione per ricavare sostanze curative utilizzate dalla medicina popolare. Sotto la corteccia dei larici, ad esempio, si trova una pellicola spugnosa di colore bianco o giallo, detta pél dè tronc (pelle di tronco), una resina secca che serviva a curare ferite ed estrarre schegge.

Il carbone prodotto non solo bastava a soddisfare il fabbisogno locale, ma, trasportato con i carri fino a Verrès, veniva commerciato nei vari comuni della Valle.

 

Bibliografia

S.Favre, Ayas. Antropologia di un territorio. Luoghi, leggende, storie, fatti, Priuli & Verlucca editori, 2020