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1.978 metri

Le Crest Lo Créht

Crest-Forné Cré-Forné 2.020 m

Abbarbicato su più livelli di un pendio erboso, poco al di sopra di France, caratterizzato da una vista spettacolare sulla vallata sottostante, Le Crest (Lo Créht in patois) fa parte dei villaggi della cosiddetta ‘Poà’, la salita (dal termine latino podium, rialzo).

Si notano in questo piccolo centro rurale alpino le notevoli dimensioni dei suoi edifici del XVII-XVIII secolo, costruiti in pietra e legno ma con alcune novità rispetto ai modelli architettonici dei secoli precedenti. I rascard presentano elementi più raffinati, come tronchi squadrati con l’ascia invece che semplicemente scortecciati, rimane l’aia di trebbiatura al centro ma il numero dei depositi delle granaglie passa da uno a due per ogni lato. Sono talvolta privi di pilastrini di sostegno (‘funghi’ o jambes) perché già posati direttamente sul basamento in muratura a due livelli: il piano terreno per la stalla (ehtoul) e per la cantina (crota), il piano superiore per il péyo, la camera riscaldata di soggiorno, posizionata sopra la stalla per beneficiare del calore degli animali, e per la cucina (majón) con il suo grande camino. Un balcone circonda il primo piano lungo il lato a valle e l’accesso ai vari livelli avviene dall’esterno, con brevi tratti di scala o approfittando della pendenza del terreno.

Su alcune travi si conservano ancora la data di costruzione e simboli religiosi, come il trigramma IHS (Gesù, Iesus Hominum Salvator). Un affresco devozionale con la raffigurazione della Santissima Trinità (tema diffuso in Ayas per la presenza della omonima Confraternita) era dipinto sulla facciata a valle di un grande edificio del 1732, ora completamente ristrutturato.

Percorrendo la stradina lastricata si raggiunge l’antico forno collettivo, oggi rimesso in funzione e acceso in occasione di eventi particolari.

Mappa di Le Crest

Le Crest e i collegamenti nel tempo

Le Crest custodisce un’antica rete di collegamenti che testimoniano la vita e le dinamiche alpine ben oltre l’era moderna. Raggiungibile oggi comodamente tramite cabinovia da Champoluc, un tempo era accessibile solo a piedi lungo un sentiero che si snoda attraverso il bosco e la pista da sci, seguendo il tracciato di una storica mulattiera. Questa via, che supera il Colle del Pinter a 2.777 metri, univa la Val d’Ayas con la Valle di Gressoney, rappresentando un fondamentale collegamento trasversale tra valli, usato per scambi commerciali, pastorali e militari. Solo nel 1948 Le Crest fu dotato di energia elettrica e vide l’erezione della Cappella di Maria Auxilium Christianorum, simboleggiando il lento ma costante progresso di questa comunità montana. La Val d’Ayas e le valli limitrofe, con i loro numerosi passi e colli, incarnano la complessa interconnessione di percorsi alpini, dove le montagne non isolano, bensì uniscono territori e culture. Storici come W. A. B. Coolidge hanno sottolineato come i valichi alpini siano creazioni umane, tracciate per superare la natura ostile e favorire il commercio, la difesa e la vita quotidiana. Nel corso dei secoli, dai militari sabaudi ai geografi e agli alpinisti britannici del XIX secolo, questi sentieri sono stati esplorati e valorizzati, diventando arterie vitali di un sistema montano intricato, ricco di storia e di relazioni umane. Le vestigia di questi antichi collegamenti, oggi percorsi escursionistici, ci permettono di rivivere la trama di contatti che da sempre hanno definito l’identità alpina.