Saint Jacques des-Allemands
Madonna d’Oropa
La celebre statua della Madonna Nera con il Bambino in braccio, realizzata in legno di cirmolo dallo scalpello di uno scultore valdostano nel XIII secolo, è custodita nella Basilica antica del Santuario di Oropa (nei pressi della città piemontese di Biella), costruita nel 1599 come segno di gratitudine dai Biellesi scampati alla pestilenza.
Il manto blu, l’abito e i capelli color oro fanno da cornice al volto dipinto di nero. Il 30 agosto 1620 avvenne la prima solenne incoronazione della statua, rito rinnovato ogni secolo e che ha portato a diverse trasformazioni dell’immagine originaria, rendendola via via sempre più ricca per la preziosità delle corone e degli ornamenti che le sono stati donati in segno di devozione.
Ad Ayas il culto della Madonna di Oropa fu molto intenso perché, oltre alle numerose pitture murali, già nel XVII secolo le venne dedicato un altare reale nella Chiesa parrocchiale di Antagnod.
La devozione per la Vergine Nera fu dovuta allo spostamento di popolazioni da una valle all’altra attraverso il Colle della Barma: i pastori del Biellese, del Novarese e della Valsesia ogni anno portavano le greggi sugli alpeggi della Val d’Ayas, mentre gli abitanti di Issime e di Fontainemore raggiungevano la conca di Oropa per il pascolo del bestiame e per il commercio del sale. Manovali di Ayas erano presenti tra le maestranze che parteciparono ai lavori di ampliamento di quello che è ancora oggi il più importante santuario mariano delle Alpi, in uno scenario unico e incontaminato a 1.200 metri di altezza.
L’immagine regale della Madonna nera, enigmatica, ricca di simboli ha favorito, fin dagli inizi lo sviluppo della figura di potenza e di mistero da venerare, di grande protettrice da invocare.