1.764 metri
Ru Cortot Ru Cortôt
Les Fusines Li Fejeune – 1.700 m
Blanchard Biantchart – 1.724 m
Rovinal Rovénal – 1.709 m
Praz-Sec Pra-Sec – 1.700 m
Les Péyoz Li Péyo – 1.725 m
Les Droles Li Drole – 1.757 m
Bernosin Bernozìn – 1.750 m
Il Ru Cortot (Ru Cortôt in patois), noto anche come Ru di Saint-Vincent, è un vero e proprio capolavoro di ingegneria idraulica, costruito nella prima metà del XV secolo.
Prende il nome dall’omonimo alpeggio della Val d’Ayas (Le Cortot), dove è tuttora l’opera di presa dell’acqua che scende dalle Cime Bianche, a poco più di 2.000 metri di altitudine.
Dopo un percorso di circa 25 km, superando baratri e dislivelli con soluzioni ardite come gallerie e passerelle in legno, scendeva a bagnare le terre allora aride e asciutte del colle di Saint-Vincent, vantando il primato dei canali irrigui valdostani. Canali artificiali che si resero necessari per una regolare irrigazione della regione in seguito all’incremento degli orti e delle colture a foraggio nei prati, tra XIV e XV secolo, e al conseguente incremento dell’allevamento bovino.
Il tracciato originale era a cielo aperto e si snodava a mezza costa nel versante più soleggiato della Val d’Ayas, alla destra orografica dell’Evançon, partendo da una quota che spesso rimaneva innevata fino a giugno inoltrato, garantendo così sempre costante afflusso idrico.
L’iniziativa della costruzione fu presa nel 1393 da un gruppo di coltivatori che ottennero da Ibleto di Challant, Capitano Generale del Piemonte, Governatore di Torino e di Nizza e costruttore del Castello di Verrès, la concessione di prelevare l’acqua dai torrenti di Ventinaz e di Nanaz e di portarla fino alle loro terre, costeggiando i territori di Ayas e di Brusson. Nell’infeudazione dell’acqua il Signore, oltre a esigere un corrispettivo in denaro, si riservava il diritto di prelevare l’acqua un giorno alla settimana per irrigare le sue terre. I lavori si conclusero quarant’anni dopo e nel 1433, con il conte Francesco di Challant, fu redatto un regolamento che disciplinava la ripartizione delle acque e l’esecuzione dei lavori di manutenzione. I responsabili del canale prelevavano le imposte eorganizzavano le corvée, ovvero le giornate di lavoro gratuito che gli aventi diritto mettevano a disposizione per garantire il funzionamento idrico. I guardiani del Ru (detti revàn) percorrevano il sentiero di ispezione realizzato lungo il canale e avevano a disposizione due piccoli edifici per riposarsi. Dopo la peste del 1630 il canale di derivazione da quello principale, che serviva i villaggi di Émarèse e di Challand, cadde in rovina per mancanza di manutenzione, diventando così uno dei tanti ru du pan perdu (canali del pane perduto) che si trovano qua e là in Valle d’Aosta.
Nel territorio comunale di Ayas per una lunghezza di circa 9 km viene conservato l’unico tratto in esercizio che ha mantenuto le caratteristiche costruttive originali di circa 600 anni fa.
Il Ru Cortot oggi
Il tratto di canale a cielo aperto ha perso in parte la sua originaria funzione a scopo irriguo, attualmente svolta da una condotta interrata, collocata a monte dal Consorzio di Miglioramento Fondiario Ru Courtaud, costituitosi il 29 aprile 1962 con sede a Saint-Vincent. Il canale storico ancora esistente – con l’acqua che vi scorre e il sentiero che lo affianca – continua pertanto a svolgere l’importante funzione ambientale, paesaggistica e turistico-ricreativa che aveva in precedenza.
Se questo tratto di canale è stato conservato lo si deve alla tenace azione della popolazione di Ayas e dell’Amministrazione Comunale che, nei primi anni settanta del Novecento, si opposero con forza al progetto di manomissione del vecchio alveo. Si addivenne finalmente nel 1972 a un accordo fra il Comune di Ayas ed Consorzio di Miglioramento Fondiario in base al quale il 25% dell’acqua captata, dalla località Vardaz al Gran Salto, sarebbe stata immessa nel vecchio canale che venne così salvaguardato.