1.565 metri

Èriu Èriù

Les Fusines Li Fejeune – 1.700 m
Blanchard Biantchart – 1.724 m
Rovinal Rovénal – 1.709 m
Praz-Sec Pra-Sec – 1.700 m
Les Péyoz Li Péyo – 1.725 m
Les Droles Li Drole – 1.757 m
Bernosin Bernozìn – 1.750 m

Questo gruppo di pochissime case non sempre viene citato dai documenti perché considerato come facente parte del vicino villaggio di Pilaz.

Èriu (Èriù in patois) si percorre rapidamente, quanto basta però per cogliere non solo la tranquillità del sito, attraversato da un impetuoso ruscello e circondato da prati verdeggianti un tempo coltivati, ma anche per comprenderne le antiche origini passeggiando tra solide case in pietra e legno, solo in parte ristrutturate e abitate.

Dalle fonti documentarie sappiamo che dal 1687 al 1718 vi ebbe dimora un notaio attivo nella parrocchia di Ayas, Jean-Claude Rieu, appartenente a una famiglia molto importante nel XVII secolo e alla quale è probabile che sia legato il nome stesso di questo insediamento.

Tra gli edifici più antichi è una grande abitazione che risale al 1589 e che reca lo stemma di Casa Savoia, segno che la famiglia aveva un ruolo legato al potere centrale.

Al 1625 risale invece la casa a più piani, oggi ristrutturata, che si affaccia sulla piazzetta centrale, e che conserva l’aspetto originale dell’antico edificio a funzioni concentrate: una costruzione in pietra e legno che comprendeva sotto lo stesso tetto locali per la vita familiare e per l’attività agricola e pastorale (stalla, granaio, fienile).

Mappa di Èriu

I notai di Ayas

Con funzione determinante per la conservazione e la trasmissione degli atti attraverso i secoli, i notai, essendo di nomina ducale, dovevano rispettare la volontà dei Savoia che li volevano residenti sul territorio della giurisdizione. Ogni notaio era identificabile dal Signum Tabellionis, simbolo grafico riprodotto all’inizio e alla fine del documento. Il latino, lingua ufficiale degli atti, fu sostituito, a seguito di un decreto del 1561, con il francese, lingua “intelligible au pays d’Aouste”. Il primo notaio di Ayas a noi noto è Petrus de Ayacio, redattore di un importante documento: il testamento del signore Ebalo di Challant nel 1323.

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