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1.830 metri

Mandrou Mandroù

Les Fusines Li Fejeune – 1.700 m
Blanchard Biantchart – 1.724 m
Rovinal Rovénal – 1.709 m
Praz-Sec Pra-Sec – 1.700 m
Les Péyoz Li Péyo – 1.725 m
Les Droles Li Drole – 1.757 m
Bernosin Bernozìn – 1.750 m

È Mandrou (Mandroù in patois) il villaggio più alto del versante destro orografico del torrente Evançon, alla vista di un panorama molto suggestivo sull’intera alta Val d’Ayas e in particolare sulle vette che sorgono lungo i valloni di Mascognaz e di Bettaforcaz, oltre che sulla testata settentrionale.

Gli antichi rascard, circondati da boschi e pascoli, si adattano alla sinuosità delle curve di livello del terreno. Sul lato a valle si erge la settecentesca Cappella dell’Immacolata Concezione, dipinta sulla facciata dal noto pittore valdostano Franz Curta, attivo nella seconda metà del XIX secolo. Immagini devozionali con la Sacra Famiglia si possono scorgere, passeggiando nel villaggio, anche sulle pareti di importanti case civili, come Casa Brése (dipinta nel 1703) e Casa Obert (quest’ultima con la firma dello stesso Franz Curta, 1876).

In passato Mandrou era un villaggio ben popolato, tanto che sentì la necessità, nel 1808, di aprire una scuola mista, attingendo ai fondi della cappella. Possedeva inoltre un forno e un mulino, demolito nel 1968 con la costruzione della strada carrozzabile.

Tra gli edifici più antichi, si evidenzia una grande casa a funzioni concentrate della seconda metà del Cinquecento, interamente in muratura, con balconi esterni in legno, secondo il modello architettonico più diffuso nel XVI secolo: stalla e cantina coperta da volte a botte in pietra al piano terreno, locali di abitazione al primo piano, fienile e granaio nel sottotetto.

Del 1673 è invece il cosiddetto ‘rascard di Martin Burgay’ che emerge dalla sagoma generale dei tetti più alto e meglio rifinito degli altri.

Mappa di Mandrou

Cappella dell'immacolata Concezione

Costruita nel 1723, come testimonia l’iscrizione sulla trave lignea, la Cappella dell’Immacolata Concezione rappresenta un prezioso esempio di architettura religiosa rurale nel cuore di Mandrou. Questo piccolo edificio, che sorge accanto alla storica fontana del paese, svolse un ruolo fondamentale nella vita comunitaria, finanziando fino al 1821 la piccola scuola locale. Dopo un lungo periodo di abbandono, la cappella fu restaurata nel XIX secolo grazie all’impegno del parroco François Victor Amé Dandrès, che guidò la parrocchia di Ayas dal 1817 al 1866. Fu in questo periodo che vennero realizzati l’altare attuale, la meridiana dipinta sul fianco destro e gli affreschi della facciata, frutto dell’arte di Franz Curta, pittore valdostano di rilievo. Sulla sommità, nel tondo sotto il colmo del tetto, si ammira il Sacro Cuore di Gesù, mentre ai lati si riconoscono le figure dei santi vescovi valdostani San Grato e San Giocondo, simboli profondamente radicati nella spiritualità locale. Di grande valore artistico è la statua lignea della Madonna con il Bambino, collocata nella nicchia sopra l’ingresso, risalente al tardo Cinquecento o al primo Seicento. Questa opera, non solo arricchisce la cappella di un’importante testimonianza scultorea, ma rappresenta anche un legame tangibile con la tradizione devozionale della valle.