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1.500 metri

Périasc Pèriâhc

Périasc-d’Aval Pèriavâl

Il primo nucleo di Périasc (Pèriâhc in patois) si è sviluppato lungo il versante orografico destro dell’Evançon. Un percorso in mezzo ai boschi lungo la sponda del torrente collega le due località con una piacevole passeggiata di un’ora.

Presso il prato di Périasc (pra da féra, prato della fiera) si svolge a settembre la tradizionale fiera del bestiame, che vede l’esposizione delle migliori bovine locali, seguita dalla premiazione e da una festa folcloristica.

L’insediamento di Périasc sembra avere origini molto antiche, come suggerisce la data (1517) incisa sulla cornice in pietra della finestra di una casa in Via della Neve, ma recenti indagini dendrocronologiche eseguite su travi in legno di alcuni rascard potrebbero portare ancora più indietro nel tempo di almeno altri duecento anni.

Nel villaggio di Périasc, il cui toponimo, secondo l’abbé Louis Bonin autore nel 1928 di una pionieristica guida sulla valle, suggerisce la vicinanza con l’acqua (Peri-asc, Per-aquas), erano presenti due forni, un mulino, una fucina, una latteria turnaria e una scuola mista fondata nel 1709. Il ricordo di questi edifici a servizio della comunità è tuttora vivo nei nomi delle strade (Rue de la Laiterie, Chemin du For, Chemin de la Favergia).

L’originaria cappella è stata sostituita nel 1860 da quella attuale, dedicata ai Santi Pietro e Defendente, per volere dall’arciprete Dandrès il cui operato fu sempre rivolto all’interesse di tutta la Val d’Ayas.

La costruzione, alla fine degli anni venti del Novecento, di tre celebri alberghi, Monte Zerbion, Monte Rosa e Cime Bianche, ha segnato un’epoca di grande fermento per il turismo della montagna.

Secondo la tradizione, un’enorme frana staccatasi dalle pendici del Monte Zerbion avrebbe ostruito il corso del torrente Evançon e creato un lago che arrivava fino a Périasc. Indagini e studi geologici hanno confermato che il fondovalle, nel tratto compreso tra Lignod ed Extrepiéraz, è realmente costituito da antichi accumuli di frana (paleofrane), staccatisi da entrambi i versanti e in particolare da quello orientale del Monte Zerbion, che hanno sbarrato la valle con la conseguente formazione di un bacino lacustre esteso fino a Périasc, poi colmatosi. Il torrente Évançon nel corso del tempo ne ha inciso l’accumulo per una profondità di oltre ottanta metri.