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1.764 metri

Antagnod Antagnó

Les Fusines Li Fejeune – 1.700 m
Blanchard Biantchart – 1.724 m
Rovinal Rovénal – 1.709 m
Praz-Sec Pra-Sec – 1.700 m
Les Péyoz Li Péyo – 1.725 m
Les Droles Li Drole – 1.757 m
Bernosin Bernozìn – 1.750 m

Antagnod (Antagnó in patois) è uno degli insediamenti più antichi e un tempo il più popoloso della Val d’Ayas. Ai piedi del Monte Zerbion, è abbarbicato sul versante occidentale della valle, quello più soleggiato e da cui si gode una vista spettacolare del Monte Rosa.

Unico centro parrocchiale fino al 1946, anno dell’erezione a parrocchia anche della rettoria di Champoluc, è il capoluogo del Comune di Ayas, che ha sede nelle storiche Ville Rivetti, costruite negli anni venti del Novecento dall’omonima famiglia di industriali biellesi.

L’importanza di Antagnod nella storia della Val d’Ayas è legata alla presenza della nobile casata degli Challant che, divenuti i feudatari della valle già nel XII secolo per conto dei Savoia, scelsero questo luogo per farne la loro sede amministrativa locale ed edificarvi una grande casa, ancora nota come Casa Challant, oggi di proprietà della Regione Valle d’Aosta.

Seguendo la ripida salita a gradoni che parte da Casa Challant si raggiunge il cuore del villaggio, Place Dandrès, dove si affacciano la chiesa di San Martino di Tours con il prezioso altare in legno dorato, il piccolo cimitero con la Cappella dei Penitenti, ora Museo di Arte Sacra, e l’antico asilo Dandrès-Rivetti, costruito nel XIX secolo per accogliere e istruire i bambini poveri.

Le stradine tortuose, i rascard rimasti, le vecchie abitazioni addossate le une alle altre, le fontane che fungevano da lavatoio e abbeveratoio conservano ancora un grande fascino e rimandano ai tempi in cui il villaggio provvedeva da solo a un’economia di sussistenza: ad Antagnod si trovavano un mulino, due forni e due latterie turnarie dove i soci conferivano il latte e, a turno, provvedevano a lavorarlo per ottenere burro e formaggio. Ad Antagnod si conservano ancora gli strumenti testimoni del faticoso lavoro di una volta, primo tra tutti quello del sabotier, l’artigiano delle calzature in legno caratteristiche della valle.

Gli abitanti di Antagnod sono soprannominati Boriét (torelli) dalle artistiche teste di toro in bronzo che ornano le colonnine delle fontane pubbliche.